Utilizziamo i cookies per offrirti una navigazione personalizzata e migliorare il nostro sito.
Per maggiori informazioni su cosa sono i cookies, come li utilizziamo e come rimuoverli, consulta la nostra Informativa sui cookies.
Iniziando la navigazione del sito, acconsenti all’uso dei cookies.

Ciclismo - Cent'anni fa la nona Milano - Sanremo

Pubblicato: Martedì, 17 Marzo 2015
Scritto da Paolo Bavazzano

Il 28 marzo 1915 si disputò la nona Milano - Sanremo alla quale non parteciparono molti corridori stranieri per l'incombente guerra. Nelle settimane precedenti la corsa Ovada vide transitare per i tradizionali allenamenti i migliori corridori italiani del momento: Girardengo, Lucotti, Galetti, Agostoni, Oriani, Belloni, Rossignoli, Vigoni, Canepari, Ganna, Erba e Bertorelli.
Il 21 Marzo il Corriere pubblicava: "L'elenco degli iscritti a questa grande corsa va sempre più ingrossandosi, e siamo sicuri che prima della chiusura delle iscrizioni molti altri saranno ancora della partita".
La mattina del 28 marzo i tifosi che aspettavano il passaggio della corsa, assiepati lungo la via, avrebbero letto sul giornale locale, distribuito a cinque centesimi la copia dallo strillone Vincenzo Tasca, le seguenti considerazioni: "... la grande corsa internazionale, quest'anno riveste un carattere di nazionalità, mancando all'appello i forti campioni stranieri, che tanta animazione e tanto entusiasmo solevano portare nella disputa della gara. All'appello della Gazzetta dello Sport però hanno risposto tutti i nostri grandi campioni ma anche i più forti e ardimentosi dilettanti hanno voluto affrontare i disagi e le asprezze della classica prova.
Il servizio del controllo a firma nella nostra città sarà disimpegnato dai soci dell'Unione Sportiva Ovadese".

Leggi tutto: Ciclismo - Cent'anni fa la nona Milano - Sanremo

Tamburello - Il Basaluzzo premiato per i 50 anni di attività

Pubblicato: Sabato, 28 Febbraio 2015
Scritto da Elle Esse

Nella recente premiazione di tutte le squadre Campioni d'Italia, tenutasi a Rovereto (TN) sabato 7 febbraio, c'è stato un momento di gloria anche per la Società Tamburello Basaluzzo: la società della Vallemme, infatti, insieme a Dossena (BG) e Gussaghese (BS), è stata insignita con un premio per i 50 anni di attività tamburellistica.
Si potrebbe dire "le nozze d'oro" col tamburello: un premio importante ed onorevole, per una Società che effettivamente ha sempre portato avanti l'attività ininterrottamente dalla rinascita del dopoguerra ai giorni nostri, tra alti e bassi sportivi e radunando intorno a se tutti gli appassionati e gli atleti del paese.
Ad onor del vero, le cronache forniscono notizie che legano Basaluzzo al tamburello già nei primi anni del '900: era però un tamburello d'altri tempi, giocato in 3 o 4 giocatori e spesso legato a sfide locali (e scommesse) più che a veri e propri campionati.

Leggi tutto: Tamburello - Il Basaluzzo premiato per i 50 anni di attività

Ciclismo - Il Gran Premio del Borgo

Pubblicato: Martedì, 10 Febbraio 2015
Scritto da Segreteria

Poco dopo le 20,30 Aldo Baretto, titolare del Bar Roma nel Borgo di Ovada, iniziava ad avvicinare alcuni tavolini e mettere loro accanto un buon numero di sedie. Pochi minuti prima delle 21 arrivava Cesare Gasparini con l'immancabile cartella portadocumenti poi, alla spicciolata, era la volta di Re, Olivieri, Rizzo, Grillo, Marenco ed altri ancora. Motivo dell'incontro: organizzare il Gran Premio del Borgo di ciclismo. Siamo negli Anni Settanta ed il ciclismo era disciplina che raccoglieva diversi appassionati del quartiere ovadese. Un gruppetto si dava sempre appuntamento la domenica mattina per percorrere qualche decina di chilometri (a sentire loro sempre di poco al di sotto dei cento, meglio non commentare), le loro imprese più che di carattere sportivo erano genere culinario, nel senso che erano buone forchette.

Leggi tutto: Ciclismo - Il Gran Premio del Borgo

Passa la Milano - Sanremo

Pubblicato: Martedì, 13 Gennaio 2015
Scritto da Walter Secondino

Milano - Sanremo 1948Per noi ragazzi di molti decenni fa l’avvenimento sportivo dell’anno era il passaggio della Milano - Sanremo il giorno di San Giuseppe.

Già una settimana prima piazze e piazzette erano segnate con il gesso o le “matite” raccolte alla Volpina. Si tracciava sull’asfalto un percorso ideale irto di curve, con tanto di traguardi parziali, premio della montagna, traguardo finale e in caso di uscita dal percorso le relative penalizzazioni. 5 nostri corridori erano i campioni del tempo rappresentati dalle grette, cioè i tappi di metallo delle bibite che andavamo a questuare nel bar di Rinaldo Agosto nel Borgo di Ovada.

Il giorno della corsa ci si piazzava nei punti strategici: erano Piazza Castello, il Caffè Trieste dove c’era il rifornimento, oppure prima della discesa di “Caruboun”, si andava in prossimità del ponte di Belforte o al primo passaggio a livello sulla ferrovia Ovada - Genova.

Si arrivava di buon mattino e qui cominciava la conquista del paracarro. Da tempo, questi, era già stato prescelto in un punto strategico, nella curva che precedeva un breve rettifilo in salita. Ad ogni auto che spuntava in fondo alla strada subito sul paracarro a fare esercizi di equilibrio per non cadere per terra.

Leggi tutto: Passa la Milano - Sanremo

Una memorabile partita

Pubblicato: Martedì, 13 Gennaio 2015
Scritto da Walter Secondino

Nella storia dello Chattanooga Strike una delle più divertenti partite è stata quella disputata, intorno agli Anni ’50, alla Madonna delle Rocche. La Chattanooga, associazione di mutuo soccorso e di buontemponi indomabili, rappresenta un esempio di aggregazione spontanea di amici tra diverse collocazione sociale. In quei lontani tempi Aldo Marchelli frequentava Madonna delle Rocche per una questione di cuore che lo legava ad una ragazza del posto. Parlando con i ragazzi del paese organizzò una partita di calcio da disputare un sabato pomeriggio. La Chattanooga ha sempre avuto il coraggio di affrontare chiunque per poi regolarmente perdere con tutti. Il conto della farinata pagata a Pierino Gasti raggiunge cifre importanti. L’iniziativa viene accettata e questa volta si spera di fare bella figura. Si parte in bicicletta sotto un sole cocente, tutti in colonna, si attraversa Molare, bandiera al vento, tra gli sguardi increduli dei passanti. La bandiera è costituita da un indumento femminile, trofeo conquistato durante una delle nostre innumerevoli avventure galanti. Ci sono al seguito Dino Crocco con la tromba e Alfredo Cardona con la chitarra.

Leggi tutto: Una memorabile partita

La palla a pugno a Silvano d’Orba

Pubblicato: Martedì, 13 Gennaio 2015
Scritto da Walter Secondino

L’antichissimo gioco del pallone al bracciale praticato con palla di cuoio fin dal secolo XV in Italia deriva dal “follis” romano dell’antichità classica. Sport tipico del Rinascimento in cui l’ideale coniuga il vigore fisico, l’intelligenza e la destrezza: Dal pallone al bracciale traggono origine i giochi moderni quali il tennis, il tamburello e il pallone elastico. Noi parliamo appunto di questo. Il pallone elastico, chiamato adesso palla a pugno e definito in piemontese “balun”, è uno sport di squadra giocato da quattro atleti con una palla in un campo privo di reti. Il gioco si svolge tra due “quadrette” composte da un battitore, da una spalla e da due terzini. Non ci addentreremo in disquisizioni tecniche delle quali non abbiamo competenza, ma concentreremo l’attenzione su un aspetto primario di questo sport: l’impatto letterario del pallone a pugno quale espressione di un vissuto sociale del tutto particolare.

Leggi tutto: La palla a pugno a Silvano d’Orba

Il ciclismo nel dopoguerra - Il Paese si immedesimava nei corridori

Pubblicato: Martedì, 13 Gennaio 2015
Scritto da Walter Secondino

E’ passato appena qualche anno dalla fine della guerra e l’atmosfera di sovreccitazione che ha accompagnato la Liberazione non può occultare la gravità del compito che attende i governanti e la popolazione tutta.
Il Paese ha tanti problemi non tutti facile da districare. La produzione agricola è in diminuzione del 60% rispetto a quella del 1938, distrutto il 70% delle attrezzature portuali ed industriali, fuori uso il 60% delle strade statali, le ferrovie dissestate, distrutti ed inabitabili 6.700.000 vani. Tutti gli italiani si industriano, in vario modo, a sbarcare il lunario. Sei milioni di persone sono considerate in “condizioni di miseria”.
In questo contesto di sfacelo economico il ciclismo del dopoguerra porta una ventata di redenzione, di ottimismo, di anelito alla normalità, un moltiplicatore di energia positiva per tutti quanti.

Il Giro d’Italia viene battezzato della “Rinascita” quasi che insieme ai corridori pedalasse in sintonia tutto il paese verso una meta di vittoria di redenzione, di riscatto. Il pedalare acquisisce subito il significato di rimboccarsi le maniche, di darsi da fare.

Leggi tutto: Il ciclismo nel dopoguerra - Il Paese si immedesimava nei corridori

Pallavolo - Le “straniere” ad Ovada

Pubblicato: Martedì, 13 Gennaio 2015
Scritto da Carlo Torrielli

La foto che correda questo articolo riguarda  una squadra della fine degli Anni ‘80 e mi fa tornare in mente una questione apertasi in  quel periodo: la presenza, nella formazione femminile, di “straniere”, ossia di ragazze  “comprate” e non provenienti dal vivaio. Non so se sia ancora un argomento attuale, ma all’epoca, non è un segreto, l’apertura delle frontiere cittadine lasciò alcuni dirigenti perlomeno perplessi. Mi riferisco al settore women, perché per quanto concerneva i maschietti erano anni che vestivano la gloriosa casacca dell’Edil - M prima e della Plastipol poi, alcuni foresti tra cui l’indimenticabile Perani che assieme al professor Gastaldo insegnò letteralmente a decine di ovadesi come si giocava a pallavolo. I risultati e soprattutto le prestazioni degli stranieri parlavano chiaro: il loro ingresso in squadra aveva cambiato l’oroscopo dell’equipe ovadese.

Leggi tutto: Pallavolo - Le “straniere” ad Ovada

Pallavolo Anni ’80: che tempi!

Pubblicato: Martedì, 13 Gennaio 2015
Scritto da Carlo Torrielli

Ogni volta che entro al Palasport del Geirino per accompagnare mio figlio agli allenamenti della Red Basket dove sogna l’NBA, non posso non guardare quelle splendide foto in bianconero che addobbano le bacheche. Sono effigiate, tra le altre, le prime formazioni della Pallavolo Ovada, proprio alle origini di questo sport nella nostra città. E sempre ricordo la prima partita che ho visto: la finale di andata per la promozione in serie D delle Edilemmine, così venivano chiamate allora le ragazze del team. Era un infuocato derby con l’Acqui, la palestra era piena all’inverosimile: finì in una vittoria delle nostre che spianò la strada al successo finale…

Cosi mi appassionai ed in poco tempo mi sono ritrovato ad essere tesserato come dirigente, poi come aiuto allenatore e per 5 anni ho vissuto da dentro delle belle avventure.

Leggi tutto: Pallavolo Anni ’80: che tempi!

Sci di fondo - Il giro di Tagliolo

Pubblicato: Martedì, 13 Gennaio 2015
Scritto da Walter Secondino

L’inverno del 1947 fu particolarmente ricco di copiose nevicate che ricoprirono di un manto immacolato le nostre dolci colline. La tentazione di inoltrarsi in quello scenario era grande ma lo sport dello sci non era ancora diffuso come adesso e solo pochi iniziati potevano godere di questo meraviglioso spettacolo della natura.

La voglia di cimentarsi, di confrontarsi in modo agonistico spinse alcuni appassionati ovadesi ad organizzare una gara di fondo. I volonterosi furono Leo Pola, l’animatore indiscusso, Giulio Gario, che praticava anche lo slalom, Palo Grossi, un entusiasta sportivo, Giuseppe Barisione “Il Frillo” ed Emilio Ravera “Il Ciccio”. Allenatore ed istruttore fu Pier Paolo Dal Mas, un ufficiale degli alpini in Ovada per lavoro, che era stato un componente della selezione azzurra della squadra olimpionica guidata da Vittorio Chierroni.

Leggi tutto: Sci di fondo - Il giro di Tagliolo