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Il ciclista Emilio Grillo detto "Mario Salta"

Categoria: Protagonisti di ieri e di oggi Pubblicato: Lunedì, 15 Febbraio 2016 Scritto da Paolo Bavazzano

grilloL'Unione Sportiva Ovadese, sorta nel 1907, fin dai primi anni di attività costituì una propria squadra di corridori ciclisti dilettanti fra i quali i fratelli Emilio e Carlo Grillo, balzati all'attenzione degli sportman negli anni Venti.
Durante la settimana lavoravano per conto delle Officine Elettriche Genovesi e la domenica partecipavano alla numerose competizioni organizzate nella riviera ligure e nei nostri paesi. Una corsa di cento chilometri su pista a coppie, detta l'Americana, disputata per diversi anni al Lavagello di Castelletto d'Orba, nel '23 vede la partecipazione dei due bravi corridori. Fra gli iscritti anche Carletto Soldi di Ovada e atleti impegnati poi a livello professionale come Antonio Negrini di Molare, il massimo esponente del ciclismo nostrano, l'uomo che concorrerà più volte ai trionfi del campionissimo Costante Girardengo.
Emilio e Carlo Grillo svolgendo il proprio lavoro, che consisteva nel controllare e riparare linee ed impianti elettrici, si spostavano da un luogo all'altro in bicicletta. Compievano così un vero e proprio allenamento giornaliero che permetteva loro di affrontare, sempre pieni di energia, le corse del fine settimana. Per ragioni forse legate all'incarico lavorativo Emilio gareggiò per anni adottando lo pseudonimo di "Mario Salta". Era uno scalatore resistente e giungeva sempre primo al traguardo quando il percorso comprendeva ripide salite.

Nel 1926 il fratello Carlo, più giovane di lui di qualche anno, perse le vita in un tragico incidente sul lavoro e, prostrati dalla disgrazia, i famigliari imposero ad Emilio di abbandonare le gare ciclistiche, davvero troppo pericolose per lo stato pessimo delle strade. Questa la ragione per cui un valente corridore, che certamente avrebbe mietuto nuovi allori, rinunciando alle corse finì per essere rapidamente dimenticato dal giornalismo sportivo. La volontà e l'impegno personale lo portarono però, nel corso della sua lunga esistenza, a farsi conoscere ed apprezzare nel campo del lavoro: esperto elettricista rilevò nel 1926 un grande negozio in via Cairoli ma non si limitò a vendere materiale elettrico, lampadari o elettrodomestici. La sua Ditta era specializzata in luminarie ed Emilio, tralasciate le dure salite superate a forza di pedalate, iniziò ad arrampicarsi su cupole, su campanili, sulle facciate delle chiese abbellendole di luci sfavillanti in occasione della festa patronale e in altre speciali occasioni. Lo stesso si trovò impegnato a far risplendere con migliaia di lampadine multicolori anche feste civili prestando la propria opera in grandi città come Genova e Torino. Negli anni Sessanta la Ditta Grillo si aggiudicò anche l'appalto dei lavori di illuminazione del traforo del Monte Bianco.
Tornando però al tema iniziale per il nostro campione l'anno dell'éxploit fu certamente il 1921 quando, dopo essersi piazzato al secondo posto nel Giro di Tortona (22 maggio) e nella Cornigliano - Varazze (29 maggio), vinse tutte le più importanti gare successive sbaragliando gli avversari e entusiasmando gli sportivi. Prima fra tutte la "Coppa Bagnara":
Domenica 3 luglio "il forte ovadese ha vinto alla stregua di un futuro campione di classe la velocissima e combattuta Coppa Bagnara. Ha osato il gran colpo a otto chilometri dal traguardo di Noli, staccando in una nube di polvere tutti gli avversari; egli si è così involato quasi di sorpresa, e quando il gruppo di testa si è accorto della mancanza dell'ovadese questi aveva già un centinaio di metri di vantaggio. Poi con una corsa magnifica in cui ha profuso con intelligenza e discernimento le sue energie, ha continuato tutto solo vincendo i traguardi di Noli e di Cogoleto e portando a ben otto minuti il suo distacco all'arrivo".
Altro successo domenica 28 agosto nella "V Coppa Caffaro":
"Il forte corridore ovadese Grillo si è imposto superbamente ai ben 87 corridori partenti e non si comprende come mai questo ottimo atleta abbia potuto concepire l'idea di una fuga subito dopo la partenza ufficiale data a Voltri. Infatti il Grillo si incaricò di sgretolare il folto gruppo lungo le snervanti 120 curve dei 13 chilometri di salita ed arrivato solo alla vetta, vincendo il traguardo a premio, si lanciava a forte andatura verso Masone aumentando continuamente il proprio vantaggio. Da questo punto (a soli 15 Km dalla partenza), la gara era vinta.
Inesorabilmente egli aumentava il vantaggio con progressione quasi matematica. A Ovada ha quattro minuti di vantaggio, a Basaluzzo ne ha dieci ed all'arrivo ne avrà venti".
Un curioso episodio, che con soddisfazione Emilio era solito raccontare, è stato raccolto da Walter Secondino nel suo "Ovadesi in bicicletta": "La squadra agonistica di Girardengo, in tenuta di gara, stava salendo in allenamento le rampe del Turchino quando si accorse di avere alle spalle un ciclista che pedalava su una bicicletta Balloncino molto pesante e che aveva sulle spalle una cassetta di attrezzi.
Per un pò la squadra si lasciò seguire poi, con un tacito accordo tutti aumentarono l'andatura per distanziare l'intruso. Il risultato fu che sul culmine, prima dell'imbocco della galleria, la squadra si vide sorpassare dal ciclista con apparente disinvoltura. Il ciclista era l'elettricista Emilio Grillo che se ne andava in riviera ad installare i suoi impianti delle luminarie per la festa patronale".
Questo episodio è stato raccontato personalmente da Costante Girardengo, una sera al Caffè della Posta di Ovada. Emilio Grillo, classe 1901, è mancato nel 1988. Per le informazioni e le immagini a corredo del testo un grazie a Clementina e Gabriella Grillo