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Ciclismo - Quando passava Coppi

Pubblicato: Mercoledì, 23 Marzo 2016
Scritto da Giancarlo Marchelli

ciclismo coppiLa foto ingiallita dal tempo è datata 25 Settembre 1953 e ritrae Fausto Coppi in una delle tante immagini passate alla storia del ciclismo nazionale; una fuga solitaria in montagna.
Una istantanea scattata molto probabilmente in una tappa alpina del Giro d'Italia del 1953 in quanto Coppi indossava ancora la maglia della Bianchi invece di quella di Campione del Mondo conquistata a Lugano il 30 Agosto dello stesso anno.
Questa foto con dedica, conservata gelosamente da una famiglia ovadese, mi consente di parlare del grande ciclista quando, in allenamento, transitava nelle strade della zona.Ancora oggi vi sono luoghi, fontane, salite, strade e percorsi legati al suo nome, al ricordo di un mito che attraversa intere generazioni di sportivi.
La storia di Coppi è stata ampiamente descritta da penne più preparate, qualificate e competenti dello scrivente, tuttavia voglio brevemente ricordare la passione genuina con la quale gli ovadesi seguivano le gesta sportive del Campionissimo.
Nell'immeditato dopoguerra le notizie venivano divulgate attraverso la radio ed i giornali e questi due mezzi di informazione avevano la caratteristica di enfatizzare le gesta degli sportivi e di creare personaggi nei quali si identificava la stragrande maggioranza degli appassionati del tempo.

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Quando il figlio delude un genitore

Pubblicato: Venerdì, 03 Luglio 2015
Scritto da Giancarlo Marchelli

marchelli Negli Anni '70, in ambito locale, il tamburello si impose come la disciplina sportiva più praticata e seguita da un sempre crescente numero di appassionati.
Nonostante mio padre vantasse un discreto passato da calciatore (giocò nel ruolo di terzino sinistro in numerose formazioni ovadesi dell'immediato dopoguerra) una volta appese le scarpette al fatidico chiodo si disinteressò totalmente del calcio per dedicarsi alla sua passione di sempre: il tamburello.
In quegli anni il fascino per il tambass era sostenuto dalla presenza di tanti campioni che alimentavano l'organico di numerose squadre della zona; un elemento del tutto particolare rivestivano poi le sfide tra paesi vicini che richiamavano folle imponenti nei vari sferisteri.
Nei primissimi Anni '70 a mio padre venne offerta la possibilità di allenare una squadra locale; per lui fu soddisfare una personale ambizione sportiva, un'occasione per conoscere il mondo del tamburello da una posizione inedita e privilegiata.

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Aldo Olivieri, maestro di sport

Pubblicato: Martedì, 09 Giugno 2015
Scritto da Giancarlo Marchelli

olivieri-marchelli-pratoIn tutti noi rimane indelebile la memoria di persone che ti hanno aiutato, condiviso scelte, partecipato ad eventi della propria vita.
Nello spazio di questa rubrica voglio saldare un debito con la mia memoria e ricordare la figura di Aldo Olivieri, persona generosa, disponibile, dai modi gentili ed estremamente discreta che mi ha trasmesso la passione per il ciclismo.
In un periodo in cui in Ovada le biciclette da corsa erano davvero poche, mi ha sempre incuriosito vedere passare Aldo davanti a casa mia in tenuta da perfetto ciclista con una spessa maglia di lana grigia, i pantaloncini neri ed in calzini rigorosamente bianchi.
Talvolta rallentava e con un ampio gesto del braccio mi salutava facendo il gesto che ci saremmo visti dopo.
Spesso al termine del giro si fermava davanti al negozio di mia madre, si sedeva sul gradino del marciapiede e mi raccontava la fatica del ciclista, i tubolari a tracolla. i miti di Coppi e Bartali, la Milano Sanremo, la salita del Turchino, quella della Castagnola che io credevo essere posti lontanissimi quasi inaccessibili.

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Ciclismo - La lezione del CT Martini ed un caffè

Pubblicato: Mercoledì, 22 Aprile 2015
Scritto da Giancarlo Marchelli

Nencini Martini e MarchelliEra il primo anno che il Giro dell'Appennino, storica corsa ciclistica per professionisti, aveva abbandonato la consueta sede della delegazione di Pontedecimo per trasferirsi nel cuore di Genova nella centralissima Piazza della Vittoria e Via XX Settembre.
In quella occasione incontrai Alfredo Martini, un nome che per gli appassionati delle due ruote evoca ancora oggi emozioni legate ai successi mondiali della Nazionale di ciclismo di un passato non lontanissimo.
L'anno prima l'anziano CT aveva lasciato l'incarico al suo successore Antonio Fusi per ricoprire il ruolo di Commissario Tecnico di tutte le nazionali di ciclismo di Presidente Onorario della Federazione.
Avvicinai Martini con un certo timore reverenziale dovuto al ruolo ricoperto in seno alla Federazione Ciclistica Italiana ed alla sua storia personale, ma subito mi sorprese l'immediata e spontanea disponibilità al dialogo.

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Rugby - Un ricordo di Sergio Caneva

Pubblicato: Mercoledì, 11 Marzo 2015
Scritto da Giancarlo Marchelli

Rugby Ovada 1986Era la primavera inoltrata del 1986 quando un gruppo di giovani appassionati fece il tentativo di divulgare la pratica del rugby in Ovada. Si trattava (e si tratta tuttora) di una disciplina che, in provincia, aveva pochissimi proseliti se si considera che in quegli anni erano solo tre le compagini iscritte ad un regolare campionato FIR.
Furono proprio le squadre del DLF Alessandria, Acqui e Novi a tenere a battesimo la nuova formazione del "Rugby Ovada" nel corso di un mini torneo dimostrativo che si disputò al "Moccagatta" di Via Gramsci.
Il gruppo promotore era formato da ovadesi che l'anno precedente avevano militato nell'Amatori Rugby Valle Stura di Campo Ligure, società che aveva cessato l'attività agonistica confluendo nel Busalla.

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Gianni Vailati, mister da sempre

Pubblicato: Venerdì, 13 Febbraio 2015
Scritto da Giancarlo Marchelli

gianni vailati Ci sono personaggi che, seppur nel ristretto ambito locale, hanno lasciato un segno ed un ricordo indelebile della propria attività. Il fatto poi di avere svolto un compito con grande passione, intensa partecipazione emotiva agli eventi ed anche competenza è un tratto distintivo della persona prima ancora che dell'allenatore di calcio.
Stiamo parlando di Gianni Vailati, classe 1938, decano degli allenatori ovadesi, oggi a riposo, mister dalla personalità poliedrica che ha dedicato la vita alla formazione dei giovani calciatori di Ovada e dell'ovadese.
In una città in pieno sviluppo economico, con una squadra di tamburello ai vertici della seria A espressione di una antica e consolidata tradizione popolare, negli Anni '70 alcuni appassionati decisero di dare impulso allo sviluppo del calcio allestendo un gruppo giovanile da affiancare alla squadra maggiore.
Fu una felice intuizione che portò presto alla formazione di due formazioni giovanili che parteciparono ai relativi campionati provinciali di categoria.

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